Le
parole antiche della concia
acque lorde: acque
della concia contenenti una quantità più o meno forte di tannino.
adacquare: usare l’acqua per la concia.
aymenti: attrezzi usati in conceria.
ambrosinis:
pianta astringente usata nella concia; vaso dove si purgavano le pelli.
amindolis:
sostanza usata per la concia grassa e
per ammorbidire le pelli.
aromatario: speziale; chi commerciava e preparava aromi o
prodotti vegetali per la concia.
assunzie: sugna che si usava nel processo di concia.
astrachene: massetto grezzo delle concerie per spandervi lana o
altro.
astraco: terrazzo della conceria per asciugare le pelli o la
lana (lamia o astrachene).
azimatore: colui che "rifilava" le pelli ripulendone
i contorni con speciali forbici.
bachare: detto di vacche conciate.
balsami: (toponimo) resina e corteccia usata nella concia.
barbarescate: pelli provenienti dalla Barberia ed in genere
nordafricane.
brennale: fossa per la concia.
burrello: (toponimo) fossa per la concia o per la lana
(burra lanae purgamentum).
caccavo:
caldaia da conceria per l’acqua calda (caccavo
ereo).
calce:
prodotto usato per privare la pelle del carniccio e del pelo.
calcinaio: fossa per la calce; vasca per porre le pelli
a bagno con calce.
caldarulo: tipo di caldaia usata nelle concerie.
cantaro: vasca
per la concia.
cantarelle (toponimo) luogo con vasche per la concia.
capomoze: pelle mancante della testa.
carnume: parti della pelle eliminate durante la prima
fase della concia e usate per fare colla.
carta membranare: carta di pergamena.
cavalletto: banco convesso e inclinato con due piedi corti da
una parte per depilare, scarnare e purgare le pelli con
appropriati strumenti; sostegno usato in conceria.
celendra: strumento di pietra per lustrare le pelli.
cernara: (toponimo) atto dello scegliere le pelli.
cernore:
pelle che ha subito l’operazione di scelta.
ceroni: tipo di rifinitura dopo la concia usando la cera (corredate
in nigro e in ceroni).
cerro: tipo di quercia che dà una ghianda, detta anche galla,
ricca di tannino.
cerza: ghianda della quercia comune, distinta da quella del
cerro.
coiramine (o corame):
insieme di pelli conciate; quantità non precisa di cuoio.
coira: cuoio, pelle conciata o allo stato di corio.
coltello: attrezzo da conceria, formato da una lama dritta o
curva più o meno affilata secondo le operazioni (asportare la lana o il carniccio,
purgare la pelle o scarnare) e mantenuta ai lati da due manici di
legno.
concartate: lavorate con una speciale procedura da farle
divenire carte, cioè pergamene.
concia grassa: sistema
di concia che consisteva nel cospargere di grasso fuso o di oli la pelle che
poi veniva messa a seccare e infine spiegazzata.
consiatore de mirto in albo:
pelli conciate con mirto che dava il colore bianco.
contraria: termine locale per conceria.
corbisieri: lavoratori di pelli e cuoio (de nigro o de
rubeo).
cordoname: insieme di pelli di tipo cordovano.
cordovano (o cordoano): cuoio di Cordova o quello
simile.
correggia (o cirigia): cintura o lunga striscia di cuoio per vari usi.
corredare: azione di rifinitura della pelle.
cuigulare: striscia di cuoio; parte della pelle del
torace dell’animale.
depilare: togliere
la lana o il pelo dalla pelle con una stecca di legno (steccare) dopo
averla preparata con una miscela di calce e solfuro dalla parte del carniccio.
Si poggiava la pelle su di uno speciale cavalletto e si usava un coltello
ricurvo e non tagliente.
forfex: forbice per la rifilatura della pelle;
tenaglia per stendere le pelli sui telai.
fruscamine: foglie, rami o altro contenenti tannino macinati per
la concia.
galla: ghianda o escrescenza del tronco usata per la concia
(dava il colore nero).
inpingna: vaso per la concia; dare grasso e quindi concia
grassa.
interscatore
in albo:
spalla di animale conciata in bianco.
lane: erano di vari tipi: aynine
(di agnello); barbaresche (della Barberia); di calce (staccata
con la calcinatura); gentili (delle pecore merinos);
matricina (robusta a pelo lungo da pecore appena figliate); mosce (lunghe
del collo e delle cosce anteriori degli animali); nobili (pregiata di
Garbo); rustiche (non lavate e contenenti impurità).
lontro: (toponimo) fossa per la concia.
loreni: cinghie di cuoio, briglie.
mallano: prodotto conciante e colorante di scuro.
membranare:
pelle conciata e sottile, usata per scrittura o per decorazione; cartapecora;
mortella (o mirto): foglie sminuzzate usate per la concia bianca.
noce di galla: noce moscata che produceva una sostanza oleosa per la concia.
oropelle: sistema di impreziosire la pelle con lamine di oro
legato al battiloro.
palo: attrezzo
per la conceria formato da una tavola verticale, posta su di un’altra
orizzontale e mantenuta da supporti laterali, alla estremità della quale era
conficcata una lama di acciaio ricurva e con taglio ottuso (lunetta) che
ridava morbidezza alla pelle asciugata.
pelose: pelli da conciare; pelli col pelo.
pergamena: pelle di pecora o capra macerata a lungo in bagno di
calce, non ingrassata, seccata e lungamente raschiata tesa con pietra di pomice
per il levigamento.
pilo: pelame ricavato dalle pelli ed usato in vari modi.
pila: vasca per varie operazioni di concia.
pillo: bastone lungo con una parte ingrossata per pestare
le pelli nei calcinai o nelle vasche.
purgatura: operazione di asportazione dalla pelle, con appositi
coltelli, di vari residui.
quadro: attrezzo per misurare le pelli finite, costituito da
un telaio rettangolare di legno e da una rete di quadrati formati da fili di
ferro disposti ortogonalmente.
rinverdimento: azione che riportava le pelli secche o salate allo
stato primitivo mettendole a bagno e passandole al cavalletto con un coltello
non tagliente.
riviera: spazio della conceria per le operazioni di rinverdimento, depilazione, scarnatura e purgatura.
rubeore (o russi): tipo di
cuoio flessibile, conciato con scorza di betulla o di salice, di colore rosso
usato per oggetti eleganti e rilegature pregiate.
sardescare:
pelli provenienti dalla Sardegna.
scalzinatura:
azione della calce sulla pelle per l’asportazione della lana o del pelo. scardassare la pelle: cardare il pelo o la lana dalla
pelle con lo scardasso (supporto di legno su cui erano fissati denti di ferro uncinati).
scardose: tipo di pelle conciata col pelo (scardose
pelose).
scarnare: raschiare le pelli con uno speciale coltello
per ottenere una grossezza uniforme.
scarsolle: tipo di pelle di poco valore.
scorza (toponimo)
dalla corteccia di castagno o di quercia usata per la concia.
scorzette: strato di pergamena grossolana per tamburi o per crivelli.
solore: suole; che riguarda la suola; quantità di suola.
sommacco: tritatura di foglie e di rami di questa pianta,
ricca di tannino, usata nella concia.
spezieria: l’antica
farmacia che forniva droghe ed erbe, e, in loco, i prodotti concianti.
steccare: togliere la lana o il pelo dalle pelli.
sthenteneriore: intestini conciati usati per l’arte del battiloro.
stenditoio: attrezzo di conceria di vario tipo per stendere le
pelli. Un tipo era formato da travi di legno (purgadera),
che reggevano sottili assi in cui erano conficcati dei chiodi con la punta
ricurva ai quali venivano appese, per le zampe
posteriori, le pelli bagnate per l’asciugatura; un altro era formato da due
pertiche parallele, mantenute da due pali trasversali e sospese al soffitto,
oppure poggiate su due cavalletti in modo che tra di loro si potevano mettere
ad asciugare le pelli piegate a metà su verghe sottili.
stigli ( o stilemi): attrezzi da conceria.
stila (o vruscio): attrezzo per conceria costituito da un manico di
legno piatto o cilindrico in cui era innestata una lamina non tagliente per
alcune operazioni (snervare le pelli asciutte dal lato della carne, eliminare l’acqua
dalle pelli dopo la concia agendo dalla parte del fiore); uno simile,
interamente di legno duro e zigrinato (detto anche margherita), era
usato per rendere uniforme la superficie interna delle pelli, menato e rimenato
sopra il cuoio da pergamena serviva a spianarlo e renderlo estremamente liscio.
suola: pelle bovina che subiva una concia lenta (alla
fossa) consistente nel porre le pelli una sull’altra, spargendo tra loro
strati di sostanze contenenti tannino e pressandole.
tanate: pelli o lane di colore fulvo macerate nella scorza
del noce.
tannino: sostanza che nel processo di concia trasforma la
pelle in cuoio (corio) che non imputridisce
permettendogli di acquistare solidità, consistenza, resistenza e flessibilità.
tavola: piano
di legno tenuto da due cavalletti per varie operazioni (tavola da riguliare); come quelle con la stila; tavoletta
di legno ricoperta di sughero con un manico di cuoio per l’ammorbidimento della
pelle.
telaio: attrezzo formato da assi di legno morbido su cui
venivano stese ed inchiodate le pelli per l’asciugatura durante le operazioni
di concia; idem per la pergamena.
tenatore: botte o tino usato nelle concerie.
tine: vasche tonde in genere di legno e seminterrate che si usavano nelle concerie.
torchelise: torchio per tenere le pelli pressate.
vallonea: ghianda di cerro che tinge di nero.
ventresche (o
ventreche): pelle
di maiale corrispondente alla pancia dell’animale.
ventrescate:
pelli unte con lardo di maiale.
verzo: pianta che forniva una materia colorante rossa usata
nella concia.
vimore (o vinore): tipo di concia con gli acini dell’uva o con la
vinaccia.
visco: pianta parassita di varie piante dalle cui bacche si
estraeva una sostanza per la concia.
|
|
Mappa degli argomenti sulla concia
|
|
Da M. De
Maio, Solofra nel Mezzogiorno angioino-aragonese,
Solofra, 2000
Per
prelievi totali o parziali indicare lo studio citato
Copyright©solofrastorica.it2000
|
|