Caposolofra
Ampio insediamento dal passo di Turci al Sorbo sulle falde dei monti ad est
Nel Medioevo era costituito dal fondo castagnano
e da parte del fondo costantini.
All’inizio del XVI secolo era formato da tre
casali:
Caposolofra (capitis solofra), la parte alta costituita da fondi intorno al passo di
Turci e alla chiesa della Madonna della neve.
Fontane soprane intorno al ponte sul vallone Vellizzano.
Fontane sottane al di sotto del ponte fino al ponte di San
Nicola.
Vicinanzo
tra le Fontane soprane e il Sorbo.
Di questi casali gli ultimi tre erano costituiti da “corti” che
riproducevano la tipologia abitativa delle più antiche cortine.
Già in questo periodo cominciò a prevalere il nome del primo casale (Caposolofra alle Fontane
soprane) che successivamente fu l’unico ad
individuare tutto l’insediamento (XVIII secolo) che ebbe una caratteristica ben
precisa, cioè di svilupparsi intorno alla via che conduceva al passo, dove
c’erano magazzini di deposito delle merci, e alle botteghe di conceria poste
lungo il vallone Vellizzano. Rimanevano i nomi degli
altri casali.
Con il sorgere della chiesa di Santa
Lucia nel casale Fontane sottane, questo prese
il nome della Santa, mentre il Vicinanzo conservò la sua indentità
intorno a due chiese: Santa Maria Annunziata e Santa Maria della Consolazione
(di jus di patronato della famiglia Grimaldi).
A questo grande insediamento appartennero alcune famiglie
che si identificarono con i casali: Garzilli e Pirolo
(Caposolofra e Fontane soprane). Grimaldi e Landolfi (Vicinanzo), Caropreso
(Fontane sottane-Santa Lucia).
Le località sono quelle del Vellizzano: greco, li monaci, scalelle, selva
di Nuzzo, campo del lontro, vallone ficocelle o Vellizzano, (nella parte più bassa si chiamava
anche cantarelle),
chiajo e valle majuri
(la parte che va verso il castello), caprai,
canale (tra la collina del Castello e
le falde del Vellizzano). La parte est della collina
del castello apparteneva a questo insediamento.
Lungo il vallone di Caposolofra (ficocelle-vellizzano-cantarelle)
c’erano diverse botteghe di concerie, gran parte delle quali furono
distrutte dall’alluvione del 1805.
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