Famiglie solofrane
Papa
Il ceppo dei Papa è ben definito e
molto limitato. La prima menzione è quella nell'elenco delle famiglie
"civili" di Solofra all’inizio del XIV
secolo.
Nel 1458 c’è un Giovanni, "vicecomes"
e delegato regio a Montoro. In questo secolo risale
Il ceppo era impiantato tra le Fontane sottane e il Sortito
con Pietro e i figli. Tra i suoi membri c’è un "honorabilis",
Salvatore, che partecipò alla stesura degli Statuti.
Importante è il ven. Paolo che era canonico della Collegiata e secondo primicerio. Fu
procuratore di Giovanni Zurlo per tutti i redditi che
l’abate aveva sulle chiese di Solofra. Gestiva
La famiglia svolge attività finanziarie con la gestione delle
terre delle chiese ad opera dei numerosi sacerdoti
presenti in essa tra cui Parmisano, cappellano e
presbitero di S. Agata, Carlo e Lucio ujd, Salvatore ujd.
Vari membri sono giudici nella curia locale: Altobello, Ottaviano,
Salvatore. Mario è esattpre dei fuochi assenti.
Partecipano alle attività mercantili: Francesco con una società per
la raccolta e la vendita di vischio, Alessandro, Santolo, Marco con le scarpe,
Alfonso e Catanio col commercio dei cavalli, Pietro
con le pelli porcine e caprine, Tommaso con la carne
salata
XVII
|
Salvatore importante
figura di sacerdote. Fu primicerio della Collegiata, nominato nel 1594.
Conseguì la laurea in ujd nel 1590 per poter
ottenere la nomina secondo i dettami del Concilio di Trento. Si impegnò a difendere i diritti del Capitolo della
Collegiata sia contro i gabellieri che contro il feudatario. Nel 1606 ottenne che le immunità del clero fossero riconosciute
al sacerdote Giovanni Giliberti, ed ancora nel 1607 difese le franchigie
spettanti al clero, così pure nel 1610. Si scontrò nel
1604 contro i fratelli Vigilante che si erano opposti a che l'Universitas aumentasse la retta al predicatore. Si trattò
di difendere la consuetudine di avere predicatori di fama nelle feste
religiose e nelle occasioni solenni come quella del patrono, che prese corpo
anche in questa occasione. Il primicerio fu pure
molto sensibile ai problemi del lavoro ottenendo presso F. Scandone, Documenti per la storia dei Comuni dell'Irpinia, Avellino, 1956; G. Crisci, Il cammino della chiesa salernitana, I, Roma, 1975. |
Poche sono le famiglie in questo secolo: Donato e Giacoma Murena
con i figli Onofrio, Marco e Giovan Battista. Albenzio e Geronima Buongiorno con Desiderio. Donato e Costanza Pirolo con Carmine Pasquale, Sebastiano e
Giovanni. Alfonso e Lucrezia Vigilante con Abundanzio
e Scipione. Paolo e Agostina Pandolfelli con i figli Giovan Battista, Giuseppe, Gaetano.
Marco e Grazia Guarino con Giovan
Francesco. Salvatore e Francesca Tura con Alfonso. Donato e
Beatrice de Maio con Giuseppe. Alessandro e Ursula Ronca con
Nicolantonio, Marco Filippo, Francesco e Nicola. Nunziante e
Laura Giliberti con Giacomo, Francesco, Leonardo. Abundanzio
e Giustiniana Grimaldi con Salvatore, Gaspare, Filippo, Libero e Ciriaco. Michelelangelo e Cecilia Giannattasio nascono con Mario e Giovan Carmine.
La famiglia entra nelle attività finanziarie della Provincia con
un arrendamento dell'Università di
Lioni.
Il sacerdote Marco è beneficiario della Cappella della SS. Trinità.
Monte
della famiglia eretto da Salvatore.
XVIII
Nel
catasto onciario del 1754 sono recensite le seguenti famiglie:
Cupa-Toppolo-Capopiazza
Alessandro, possidente eletto nel governo della Universitas, sposato con
Vittoria Ronca col figlio Nicola (possidente di
56 anni) e Beatrice (50 anni), con i nipoti Felice (negoziante di 21 anni) e
Anna Rosa (23 anni). Abitazione palazziata con 10
soprani e 5 sottani, gioardino murato, giardino
contiguo, terreno arborato, ivi, selva castagnle
detta Forno di Pellone, terreno sterile con olivi a le Petrare, bottega alla Piazza.
Niccolò impegna nelle mercanzie 150 ducati.
Giuseppe, mercante di Capopiazza, sposato con Cecilia Garzillo
con i figli Vitantonio (50 anni), Gabriele (47 anni), Michele Arcangelo (30 anni) e Nicola
Antonio (24 anni), Livio (sacerdote), Carmine (conciapelli di 24 anni). Abitazione propria a Capopiazza. Possiede una vigna al Castello del patrimonio
del figlio.
Marco, agrimensore
di 65 anni, sposato con Dorotea Maffei (55 anni) con i figli Giovanna Vittoria
(suora di clausura di 26 anni), Michele (di 20 anni),
Maria (di 23 anni), Tommaso Giliberti (denero di 33
anni), Vittoria (nipote di 2 anni), Anna Teresa (nipote di 1 anno), col
fratello Francesco Antonio (sacerdote di 55 anni). Abitazione
patrimoniale del sacerdote, un divisorio di case al Toro con cortile, cisterna
e giardino della eredità della moglie, una vigna arborata con viti latine e frutti, una selva castagnale in località sotto le Vene, una selva castagnale ai Serroni. Impegna
nella sua industria col ducati 500. Beni del sacerdote Francesco Antonio: un
terreno arborato a Caposolofra, un terreno seminatorio
ivi, una selva castagnale detta selva di Nuzzo, altra
selva detta Le croci dei Cappuccini, , vigna con
olivi, al Castello. Vari censi a carico del Beneficio di S. Lorenzo
e della Natività. Possiede 29 vitelli a soccia.
Giovan Battista sposato con Orsilia
Murena, con i figli Paolo (50 anni), Filippo Antonio (51 anni), Bonaventura (49
anni), Angela Maria (48 anni), Domenica, Agnese e Lucrezio
Tommaso (35 anni).
Donato, ujd, con i
figli Paolo, sacerdote (1711-1801) e Agostino (1715). Donato partecipa al
governo della Universitas.
Il figlio Paolo, ujd, ha di patrimonio: una casa di
più stanze, una selva castagnale al Forno di Pellone, un terreno seminativo ivi. Pesi
a favore della Cappella degli Afflitti, della chiesa dell'Ascensione, della
chiesa di S. Maria delle Grazie.
.
|
Paolo fu sacerdote e canonico della Collegiata molto dotto, godette della dignità di Protonotario apostolico. Fu
nominato primicerio il 9 agosto del 1764. La sua Bolla di nomina fu la prima
ad essere munita di Regio Exequatur, dopo le
difficoltà avute dal Capitolo della Collegiata che dovette dimostrare nel
1785, il carattere che il Collegio aveva avuto fin dalla sua fondazione che
ebbe positiva soluzione. Il Papa ebbe varie
questioni di carattere amministrativo, riguardante le entrate e la tutela dei
lasciti del Monte dei Morti, di altre Congreghe, di
Patronati di Cappelle e di Benefici. In questo periodo
infatti ci fu una specie di braccio di ferro tra l'autorità regia e
quella ecclesiale. A Solofra, malgrado le decisioni
del re che nel 1785 aveva stabilito il comportamento del clero e le insegne
di cui dovevano adornarsi, i parroci e gli ebdomadari continuavano ad usare
insegne non autorizzate. Era un tipo di resistenza contro il potere civile poiché le insegne erano state concesse
dall'autorità ecclesiastica, l'Arcivescovo, e non erano state ratificare dal
re, in tal modo erano senza effetto. Poiché però la chiesa aveva
accettato il nuovo ordinamento non si poteva consentire che l'uso
continuasse, cosa che era un abuso. Nel 1797 |
.F. Garzilli.
Questa famiglia ebbe il jus
della Cappella di San Lorenzo.
Caposolofra
Filippo, negoziante di pellame di 35 anni,
sposato con Rubina Giliberti. Abitazione propria di molte
stanze alcune affittate ad altri, giardino, in parte a viti latine.
Impiega nella sua industria 500 ducati. Vari pesi a favore
del Monastero di S. Domenico e della Confraternita dell'Assunta.
Da questa famiglia:
Michele di Filippo
sposato con Lucia Grimaldi, con i figli Filippo Gaetano (1772) e Donato (1774).
Donato Antonio di
Michele (1774), sposato con Carmina Pandolfelli, con i figli Nicola (1800),
Gregorio (1801), Felice (1811), Emanuela (1812), Emanuele
(1814) e Giovan Battista (1819).
Nicola nato nel 1800, fu canonico della
Collegiata, giudicato di "ottima" condotta morale e "molta
scienza".
Alla
fine del secolo in questa famiglia si sviluppò una tendenza rivoluzionaria.
|
Filippo di
Michele, sarto, fu un giacobino nella rivoluzione del 1799 |
Il Monte
della famiglia, eretto da Salvatore, è amministrato da Marco e Ciriaco Papa
(1741)
Emanuele (1814) sposato con Carolina Guarino con i figli
Donato (1847), Nicola (1851), Agnese (1854) e Teresa (1857).
Nicola di Emanuele, sposato con Anna Rubino, con i figli Emanuele (1887) e
Donato (1890, sposa Ottavia Giliberti ed ha Anna nel 1922).
Emanuele di Nicola, sposato con Olga Pepe, con i figli
Annamaria (1911), Egle (1913), Nicola (1917).
.
|
Emanuele Papa (Solofra 1887-Avellino 1956), professore di matematica e socialista, passato dal riformismo al rivoluzionarismo, riuscì a soppiantare alla Provincia il forte compaesano Eugenio Giliberti. |
---------------------
Lorenzo, mercante di
35 anni, sposato con Rosolina Garzillo, con i figli
Basilia (16 anni), Giovan Battista (studente di 14
anni), Nicola Antonio (13 anni), Michelangelo (3 anni), Felice (2
anni), Donato Antonio (1 anno). Abitazione propria con molte
stanze, orto, un sottano uso bottega, due giardini al Forno di Pellone. Deve avere ducati 150 per dote moglie dagli
eredi di Antonio Garzilli. Impegna in diverse
mercanzie 800 ducati. Pesi a favore del Monastero di S.
Domenico e della Confraternita dell'Annunziata.
Michele, battargento di
32 anni, sposato con Cecilia Guarino nascono Vitantonio nel 1711, Francesca nel
1713, Salvatore nel 1715, Nicola Francesco nel 1718, Carmine Filippo nel 1722,
Carmine Felice nel 1725 e Nicola Antonio nel 1742.
Michele, battargento,
sposato con Maria Garzillo, con i figli Nicola
Antonio (11 anni), Anna Rosa (8 anni), Giuseppe (5 anni). Abitazione
propria dotale con vani soprani e sottani.
Toppolo
Vi abita la famiglia di Marco fu Pasquale (1746-1796).
|
|
1890-1973
Generale dell’Esercito italiano
|
|
© solofrastorica 2000
|
|