Famiglie solofrane 

 

Garzilli 

 

Secolo XV

 

In questo secolo si ha nota di diversi membri di questa famiglia che ruotavano intorno a Ciardullo che possedeva alle Fontane sottane, per l'attività artigianale della concia, una conceria lungo il vallone Cantarelle e comprò dagli Zurlo l'acqua di Turci. Avevano beni alle Celentane (Salvatore e Donato). Si citano Oliviero parroco di S. Giuliano (1459), Pascarello, eletto al governo della Universitas (1476), Francesco finanziatore dello Zurlo (1495).

 

 

 

Secolo XVI

 

Dagli atti notarili dell'inizio del secolo

 

La famiglia Garzilli (de Garzillo) è un'ampia famiglia che si raccoglie in uno specifico casale, Caposolofra, dove è il ceppo dominante, sia nella parte alta che in quella bassa, e che è stato sicuramente il suo primitivo insediamento, infatti qui si individua ancora in suo possesso, a metà del XV secolo, l’antico fondo "castagnito".

Se oltre a questo fatto si considerano gli antichi possedimenti dell’Abbazia di Cava nella zona bassa della conca, a le celentane, e la consistenza familiare, si può porre come probabile un impianto in loco anche prima dell’avvento degli Angioini. Il ceppo si diversifica in molti rami della linea cugina, per la cui identificazione si ricorre, come per le due casate precedenti, al doppio patronimico.

Si qualifica questa famiglia per un’accorta politica matrimoniale, sia nel casale dove si imparenta con i Caropreso - una famiglia dominate alle Fontane sottane - sia nelle attività artigianali, che li lega ai Fasano nella comune produzione delle scarpe, o nella mercatura, che li porta a intessere legami con Napoli, verso il cui mercato si dirige il commercio. Perfino il processo espansivo verso altri casali è accompagnato dall’alleanza matrimoniale come avviene per un ramo, in questo periodo già consistente, che si trasferisce al casale Fiume dove si imparenta con i Giaquinto, ivi dominanti e con i Giliberti del vicino casale della Forna. Qui il ceppo possiede almeno due botteghe di conceria, presso una delle quali c’è una scarperia ben avviata con operai e una buona attività mercantile.

Dai dati notarili del secolo si individua la presenza di botteghe per la concia anche lungo il vallone cantarelle di cui la famiglia ha il possesso e la gestione.

Non è assente nelle attività finanziarie con il possesso di gabelle, con la partecipazione alla gestione del patrimonio ecclesiale, né nelle attività della vita comunitaria.

Tra i membri si evidenziano un notaio, Altobello, e parecchi che hanno abbracciato lo stato ecclesiale tra cui, il rettore della chiesa di S. Andrea, il venerabile Pietro, che è anche canonico della Collegiata e Oliviero che nel 1459 fu nominato parroco di S. Giuliano.

Un ramo possiede una cappella in S. Angelo ed una in S. Agostino, il che dimostra una differenziazione avvenuta nel ceppo. Tra i dati distintivi si notano due "honorabilis", Matteo e Bellodoro, grande proprietario di beni ed un Alfonso, detto "lo puzaro di Solofra".

 

  

Il ramo che si è trasferito al Fiume fa capo a Paolo. Tra i membri ci sono Tore (azzimatore letterato), Paolo, Matteo (sindaco nel 1529, importante mercante con molte società, rapporti commerciali specie con Giffoni e fitto di gabelle), Lorenzo, Hercole, Luca (rapporti con Napoli), Bellodoro (commercio di animali con varie società), Pietro (sacerdote e rettore di S. Andrea), Altobello (notaio nel 1528), Arturo (frate nel 1531). La famiglia si imparenta con i Giaquinto, dominanti nel casale, oltre ai beni nel casale di residenza, conserva ancora beni in vari luoghi di Caposolofra e nella zona di S. Agata. Intensa è l'attività mercantile e artigianale intorno a due concerie.

 

C'è una famiglia che abita a S. Agata tra Tofola e le Casate.

 

Il ramo più numeroso è rimasto a Caposolofra dove possiede ancora il Castagnito. Tra i membri Lorenzo (sacerdote), Hercole (alias Giasi da Agiasio un capostipite). Ha rapporti con famiglie del posto: Liotta, Corona e Pirolo, gestisce un forno e possiede una bottega di conceria alle Fontane sottane.

Prodotti commerciati: lana, bestiame, scarpe, vacche, pelli, suole, argento, scardose, coire, grano, presotte, sugna.

Già in questo secolo inizia in seno a questo ramo l'artigianato del battiloro portato a Solofra da una convenzione con la Regia Corte che attraverso famiglie residenti a Napoli aggiravano il jus proibendi che proteggeva questa arte nella capitale.

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Agostino, nacque nel 1527, fu avviato agli studi nel Convento degli Agostiniani di Solofra, fu ordinato sacerdote e conseguì la laurea in Sacra teologia e utroque jure. Si distinse per vigore intellettuale per cui fu nominato Vicario generale e luogotenente dal vescovo di Sant'Agata dei Goti (Giovanni Beroaldo) supplendolo durante le assenze dovute alla partecipazione del preposto al Concilio di Trento.

Ecco l'intestazione dei documenti ufficiali firmati da Monsignor Garzilli:

"Dominus Augustinus Garzilli de Solofra utroque juris sacresque Teologiae doctor, reverentissimi in Domino Patris et Domini Ioannis Beroaldi u.j.d. Dei et apostolicae sedis gratia episcopi civitatis S. Agatae, in eodem episcopatu in spiritualibus et temporalibus locum tenebns, Vicarius et Officialis generalis, cum omnimoda potestate etiam conferendi beneficia, etc".

Dal 1561 il Vicario Garzilli fece varie visite pastorali nella sua diocesi prendendo anche severi provvedimenti come risulta dai Bollari.

Dopo la morte del vescovo, il Garzilli tornò a Solofra e fu nominato Primicerio della Collegiata dando un valido contributo per la istituzione dei Cappuccini a Solofra nel Monastero che si stava costruendo accanto alla Chiesa di Santa Maria delle Selve (1582).

Da: Viparelli, Memorie istoriche della città di Santa Agata dei Goti per l'epoca dal principio dell'era volgare al 1840, Napoli, 1841, p. 112; F. Garzilli, Vite religiose nella famiglia Garzilli, Napoli, 1941, p. 10; C. Eubel, Hier. Cath., v. III, p. 109; A. D. di S. Agata dei Goti, Atti visite pastorali (1561-1562); O. Caputo, Sacerdoti salernitani, Salerno, 1963, pp. 112-113.

 

Si ricordano i seguenti canonici della Collegiata: Matteo, arciprete, Pietro, nominato nella Bolla di fondazione.

 

 

Secolo XVII

 

In questo secolo la famiglia si afferma nel campo della mercatura sostenuta da una buona attività artigianale intorno a diverse concerie, una delle quali è specializzate nella lavorazione delle pergamene.

Non mancano uomini di Lettere come Tommaso (ujd) e Francesco (notaio).

Il ceppo partecipa alla vita della Universitas con la direzione del governo e la gestione delle gabelle tre le quali quella del vino.

Si ricordano i seguenti canonici della Collegiata:

Altobello, fino al 1651, quando gli succede nella stessa prebenda e della stessa famiglia Cesare fino al 1685. Francesco, dal 1664 al 1670. Giuseppe, dal 1644 al 1690.  

Le concerie più importanti sono quelle di:

Soccorso Garzilli,

Nobile e Costantino Garzilli.

 

Secolo XVIII

 

Dalla memoria del notaio Vito Antonio Grassi dell'inizio del XVIII secolo si ha notizia di

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Nunziante (1704-1733), sacerdote abitante alle Fontane soprane, cultore di letteratura ed esperto in varie scienze in Napoli. Morì a 27 anni nel 1733. Scrisse molto tra cui una Vita di S. Pantaleone. La sua morte precoce suscitò molti emozioni che determinarono manifestazioni di compianto e di ricordo.

 

1714.

Altobello, sindaco di Solofra, insieme al notaio Giovanni e ad altri eletti della Universitas si reca a Napoli per difendere la comunità per le liti contro il Duca di Gravina.

Felice Garzilli, nato nel 1656 da Paolo e Prospera Ronca, fu sacerdote di grande modestia e pietà, attivamente presente nelle campagne con un apostolato che durò tutta la sua vita. Per oltre cinquanta anni fu rettore della chiesa del Soccorso al Toppolo, dove la sua famiglia aveva il patronato di una Cappella, fu cappellano e Primo Maestro dell’Arciconfraternita della stessa chiesa. Morì nel 1735.

 

 

 

I Garzilli dal catasto onciario

(1754)

 

Sorbo

Gaetano, possidente di 70 anni, con la moglie Giuditta Ronca (70 anni), la figlia Annamaria (46 anni), il genero Barnaba Ronca (speziale manuale di 53 anni) i nipoti Niccolò (studente 16 anni), Rubinia (13 anni), Lucia (10 anni), Michele (8 anni), Francesco Antonio (5 anni), Saveria (3 anni). Abitazione di varie stanze inferiori e superiori con giardino, casa uso spezeria in affitto dal Monastero di S. Agostino. Impegna nella sua attività 100 ducati.

 

Cupa-Toppolo-Capopiazza

Arcangelo Garzillo (figlio del fu Clemente e Orsola Ronca) conciatore di 24 anni, vive con i fratelli: Michele, coiraro di 22 anni, Angiolo, chierico di 18 anni, con le sorelle: Cristina di 32 anni (sposerà Pasquale Argentina di Banzano), Dorotea di 29 anni. Abita in casa di sua proprietà, possiede una selva a Ischimerola, una a Campo del lontro.

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Libero, maestro coiraro di 31 anni, marito di Felice Maria Giliberti di 25 anni ed ha un figlio, Pasquale, di 3 anni. Abita in una casa dotale con cortile e scala, possiede due case al Campo date in locazione ad uso conceria a Felice Caraviello.

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Nicolantonio, mercante di 74 anni, sposato con Caterina Pandolfelli di 64 anni; ha figli: Vincenzo Niccolò, negoziante di anni 20 e Mariano di anni 22. Abita una casa propria di più stanze a La cupa, possiede una selva castagnale ad Acquella, una al Campo. Impegna col figlio Vincenzo 100 ducati per vendita di mercanzie.

Fanno parte di due fuochi autonomi i figli sacerdoti Marco (abitazione propria con cortile, possiede mezza conceria a Le fontane soprane, un bosco di querce) e Nicola (possiede metà conceria al Fiume, casa con stanze e pozzo a Le Fontane soprane).

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Costantino, negoziante di 45 anni, vive con lui il fratello Carmine (coiraro di 42 anni), con la moglie Grazia Rutuli di 40 anni, e i nipoti: Rosa (10 anni), Felice Maria (14 anni), Angiola (12 anni). Abita in una casa propria al Toppolo, possiede una conceria al Toppolo, fitta una parte di conceria da Giosafat Giannattasio, due magazzini dalla Cappella della Misericordia e da G. Vittorio Rutuli. Ha una selva castagnale a Li laurelli. Impegna nell'arte della conceria 400 ducati. Fa testamento nel 1758.

Un fratello Pasquale è morto nel 1747. Possedeva una bottega attaccata alla casa dietro la chiesa di S. Michele.

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Salvatore, fa carte pergamene, ha 55 anni, abita una casa propria al Toppolo.

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Vito Garzillo (detto magnifico, figlio del fu Paolo), mercante di 36 anni, vive coi fratelli Giuseppe (42 anni sacerdote, possiede varie case alla Cupa, una selva castagnale L'acquella) Massenzio, negoziante di 31 anni, Carmine Filippo (sacerdote di 28 anni, patrimonio del padre e dello zio Nicolantonio, possiede una conceria al fiume locata a Vigilante e la casa dove abita), la sorella Angiola (29 anni) e la madre Agnese Guarino (64 anni). Abita in una casa propria, possiede una bottega uso conceria fornita di tutto al Toppolo, un mulo, vari crediti. Impegna 1500 ducati in varie mercanzie.

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Carmine Filippo, nato a Solofra il 12 febbraio del 1727, fu ordinato sacerdote nel 1750.

Ecco come viene definito: costumi buoni, santi, esemplari; pietà spontanea; tenacia nello studio.

Si dedicò alle vocazioni nella cura delle quali impegnò il suo patrimonio. Seguiva i giovinetti che presentavano buone speranze di divenire ministri di Dio, li esortava, li sosteneva, soddisfaceva col suo patrimonio le rette del Seminario e voleva a suo carico i festeggiamenti per la Prima Messa solenne.

Ecco cosa annotava nel libro delle spese: "Il tutto si fece per dare gusto a Dio che siamo obbligati di fare la carità e il Signore di continuo ci provvede. Sia in eterno benedetto! Tutto per la gloria di Dio, ma è un dovere di carità verso il prossimo bisognoso di nuovi sacerdoti che amministrino le anime, carità verso i giovani sacerdoti che realizzano la loro possibilità apostolica, carità verso se stesso che sente più degno della misericordia divina".

Ed ecco la ricompensa che chiedeva: "Signore datemi sempre lume, a me, ai miei fratelli, e a tutti di casa, di operare sempre bene e mai male!".

L'otto giugno del 1761, a 34 anni, fu nominato dal cardinale di Napoli Giuseppe Spinelli a reggere S. Antonio Viennese in Vietri di Potenza.

A Solofra resse la Chiesa di S. Maria del Soccorso. Fu predicatore sacro di grande efficacia e Prefetto della Congregazione dei casi morali.

Rinunziò al Beneficio della Vestola (tipo di abbigliamento onorifico) propostagli dal re.

Morì a Solofra l'8 gennaio del 1815. Volle che le sue spoglie non riposassero nei sepolcri della famiglia, ma nella Collegiata nella tomba riservata ai sacerdoti con questa epigrafe:" sacerdos / quod me premit / te manet / marmor".

Da: A. D. S., Acta Ordinanda, Solofra, 1570; F. Garzilli, Vite religiose nella famiglia Garzilli, Napoli, 1941, p. 40; O. Caputo, Sacerdoti salernitani, cit., pp. 113-114.

 

A questa famiglia apparterranno:

I fratelli sacerdoti Paolo (1756-1848) e Taddeo (1774-1848), figli di Vito e di Anna Giannattasio.

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Paolo Garzilli

(Solofra 1756- Napoli 1848)

Primogenito di Vito ed Anna Giannattasio, ricevette in Santa Restituta di Napoli (1° dicembre 1776) gli ordini minori, fu sacerdote nel 1780 distinguendosi per le doti oratorie. Ebbe la nomina a Vicario di Reggiano col Vescovo Fortunato Pinto, poi a Vicario generale dal vescovo di Marsiconovo Carlo Nicodemi, divenendo poi nel 1797 Vescovo di questa diocesi. Scrisse ai diocesani in quella occasione: "Verremo, predicheremo, insegneremo a tutti la via della salvezza . Saremo tutto a tutti e dove la nostra debolezza non giunge, alzeremo supplichevoli le mani al Padre dei lumi". Il Garzilli fu guidato sempre da un dignitoso equilibrio da ottenere la stima del nuovo regime infatti il re lo nominò Cavaliere dell'Ordine reale delle Due Sicilie, istituito da Giuseppe Napoleone. Fu nominato Prelato Domestico e Assistente al Soglio Pontificio ed in questa qualità espletò delicati incarichi tra cui quello di far parte della Commissione incaricata di formare la circoscrizione delle Diocesi per assorbire i territori appartenenti alle Diocesi soppresse. In tale incarico il comportamento del Garzilli fu così obiettivo, che, quando si rese indispensabile l'unione alla diocesi di Potenza di quella di Marsiconovo, di cui egli era titolare, seppe vincere l'affetto che venti anni di episcopato avevano radicato nel suo cuore e non ebbe parole di risentimento contro tale soppressione. Nel 1818 venne destinato alla diocesi di Bovino che era vacante da diversi anni e che ebbe bisogno di una profonda opera di ripristino delle parrocchie vacanti. Qui fondò un seminario, apportò necessarie innovazioni negli ordinamenti amministrativi, restaurò l'episcopato, eliminò molti abusi. Nella sacrestia della cattedrale si conserva un suo ritratto. Nel 1832 ebbe la sede di Sessa Aurunca, mettendo in atto una serie di miglioramenti nella cattedrale e nella diocesi. Morì a Napoli nel 1848 e fu sepolto nella cattedrale di Sessa con epigrafe sepolcrale. Dice di lui il Giliberti nel Pantheon Solophranum: " Pastorum sedes spatio constringier arcto / Quum jam convenerit; semoto aut limite, fines / laxari; Paolo commissa haec cura sagaci: / Officii partes cumulatim implevit ad unguem, / sedulus, insomnis".

Da: Libro Battezzati della parrocchia di S. Michele Arcangelo di Solofra; Arch. Segr. Vat. vol 170, f. 198; Arch. di Stato di Salerno, f. int. busta 2479, 2482; Almanacco reale del Regno delle Due Sicilie, 1810, p, 171; F. Garzilli, Vite religiose nella famiglia Garzilli, Napoli, 1941, pp. 62 e sgg.; R. Ritzler e P. Sefrin, vol. III, p. 353. G. Diamare, Memorie storico-critiche della Chiesa di Sessa Aurunca, Naopoli, 1907, p. 201.

 

 

 

Taddeo Garzilli

(1774-1848)

Nacque a Solofra da Vito ed Anna Giannattasio, fu sacerdote nel 1785, laureato in u. j. d., ebbe una rara competenza nelle scienze esatte e fu tra i migliori allievi della scuola del Fregola. Fu Provicario generale dal 1806 al 1808 nella diocesi di Marsiconovo retta dal fratello Paolo. Poi fu Vicario generale del vescovo di Capaccio. Nel 1824 con la stessa carica fu trasferito nell'Archidiocesi di Benevento. Qui risolse una vertenza tra la Corte reale di Napoli e la Santa Sede. Nel 1828 fu nominato vescovo ed assegnato a Boiano, poi nel 1834 alla diocesi di Acerra e Sant'Agata dei Goti, quando si adoperò per completare la costruzione del Duomo di Acerra. Morì a Napoli, ma le sue spoglie riposano nel Duomo di Acerra in un sepolcro di marmo sormontato da un medaglione con la sua effigie e con l'epigrafe:

Hic beatam resurrectionem expectat Taddhaeus Garzilli

religione innocentia comitate prope singulari

qui ad Bovianensem deinde Acerram et Acerranam et Sanctagathensem Ecclesiam erectus

mira integritate et fide gregi sibi commisso advigilavit

Ortus pr. non. Dan. A. MDCLXXIV

Obiit III non. Martii A. MDCCCXLVIII

 

Da: A. D. S. Fondo Ordinazioni, Solofra; G. Caporeale, Ricerche archeologiche topografiche e biografiche sulla diocesi di Acerra, Napoli, Iovene, 1893, p. 558; R. Ritzler e P. Sefrin, vol. VII, p. 114; M. De Bartolomeis, Storia di Salerno, sua archidiocesi e provincia di Principato citeriore, Salerno, 1894, p. 94; A. Gliberti, Pantheon Solophranum Carmen, Avellino, 1886, p. 46; F. Garzilli, Vite Religiose nella famiglia Garzilli, Napoli, 1941, p. 122; A. Giordano, Cenno sullo stato antico e moderno di Acerra, Napoli, 1838, p. 16; V. De Luca, Cenno topografico istorico della città e diocesi di Sant'Agata dei Goti, Napoli, Avallone, 1844, p. 44.

 

Suor Maria Irene Garzilli di Vincenzo, riceve la monacazione in S. Teresa.

In occasione dell’evento stampa un libro di versi dedicato a suo padre.

 

 

Marco Pasquale Garzilli

(Solofra 1728-Napoli 1812)

Sacerdote e poeta.

Nacque da Carmine e Dorotea Ronca. Pubblicò dei drammi tra cui Il gaudio dei Pastori a Napoli nel 1760 e La Passione di Gesù Cristo a Roma nel 1766. È inedita, presso l'archivio di casa Garzilli, una traduzione in rime delle Avventure di Telemaco di Fenèlon. Le opere teatrali del Garzilli vennero spesso rappresentate nel palazzo solofrano degli Orsini, ma anche in case private.

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 Ferdinando Garzilli

 

Medico della marina italiana ed eroe a Lissa

(1812-1866)

 

 

 

 

Niccolò Garzilli

(Solofra 1831- Palermo 1850)

Filosofo giobertiano

Fu un fanciullo prodigio mostrando precocità negli studi. Filosofo e studioso di Gioberti su cui pubblicò nel 1847, ad appena 16 anni. a Palermo Saggio filosofico sulle attinenze ontoloiche della formola ideale co' più rilevanti problemi della filosofia secondo Gioberti. Animato dalle idee giobertiane nel tentativo di contribuire al primato italiano, partecipò ai moti palermitani del 1848 e alla spedizione verso il Napoletano subendo il carcere a S. Elmo. Nel 1850 organizzò una congiura a Palermo, la terra da cui era originaria la madre, che gli costò la condanna a morte come ricorda una lapide a Palermo nel luogo dell'esecuzione e una strada nel rione del Teatro Massimo. Anche Napoli gli ha dedicato una strada nel quartiere di Soccavo. Altre strade a lui dedicate si trovano in vari centri della Sicilia come a Castelvetrano.

Vedi la bella strada di Palermo.

A Nicolò Garzilli è dedicata una scuola elementare di Palermo (www.garzilli.net)

Nel Museo del Risorgimento di Palermo al n.26 c’è una incisione su zinco intitolata Un condannato alla fucilazione che ricorda il sacrificio di questo eroe

 

 

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Angelantonio, negoziante di 53 anni, marito di Annamaria Garzillo (50 anni); figli: Tommaso (33 anni), Soccorso (20 anni), Donato (18 anni) tutti negozianti, Giovanni (chierico di 16 anni), Niccolò (9 anni), Annarosa (12 anni). Agnese ha sposato Gaetano De Maio (figlio di Marco Antonio). Abita casa propria di più stanze e orto (confinante con i beni di Vito Garzillo). Possiede mezza conceria al Fiume completa di tutto, una selva accosto alla chiesa del Soccorso, una a Le Cortecelle. Impegna in mercanzie varie 1000 ducati.

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Angelo Santo di 18 anni, abita in casa propria a La Cupa, possiede una casa uso forno a La Cupa, una selva La Scorza

 

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Toro

Felice, battiloro di 63 anni, vive coi fratelli: Benedetto di 42 anni, due sorelle gemelle Agata e Orsola di 50 anni. Abita in una casa propria con varie stanze e giardino, possiede una vigna a Le Petrare.

 

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Sant'Angelo e Strada vecchia

Ignazio, conciatore di 60 anni, marito di Giovanna di Tura di 60 anni; figli: Pompeo (30 anni) e Carmine (22 anni) entrambi artigiani dell'arte del battargento. Abita in casa di più stanze e giardino alla Strada vecchia (confinante con i beni di Massenzio Garzillo) presa a censo da Vito Garzillo. Lavora in case sottane ai Volpi locate da Tommaso di Vita. Possiede una terra al Chiajo.

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Pietro (figlio del fu Altobello) negoziante di 43 anni, marito di Orsola Giliberti (anni 45); figli: Altobello di anni 3 (studierà legge), vive con lui la madre Grazia Giliberti (84 anni); servi: Andrea di Pompeo (17 anni), Antonia Corso (50 anni). Abita in una casa del rev. Onofrio suo fratello. Ha diversi capitali impegnati in crediti, impegna in mercanzie 1100 ducati.

Onofrio fratello sacerdote con patrimonio e abitazione propria alla Strada vecchia. Possiede una vigna a Le Petrare, una a Chiusolelle, un bosco a Lo Serrone.

 

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Volpi

Massenzio (fratello di Pietro), mercante di 40 anni, marito di Giovanna Petroni; figli: Angiola (10 anni), Teresa (8 anni). Abita in una casa propria con giardino, possiede una bottega uso conceria sita in località Casa Garzillo (dote della madre), altre due case per lo stesso scopo, una casa sottana alla Strada Vecchia detta la botteghella. Ha in locazione da F. Petrone una casa uso magazzino alla Strada vecchia. Ha un terremo seminativo arborato vitato al Galdo. Impiega in compravendita di lana, cuoio e vaccini 1500 ducati.

Nel 1750 i beni stabili furono stimati 1650 ducati. Deve dal Duca di Vietri di Potenza 1300 ducati e dal Duca di Belgioioso 1000 ducati. Vari crediti e la Cappella di S. Carlo in Collegiata.

Taddeo suo figlio è sacerdote in fuoco autonomo con patrimonio da lui costituito e dallo zio Gioacchino Giannattasio. Abita una casa con giardino a La Piazza. Possiede una selva a La Palude ed una al Soccorso.

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Taddeo Garzilli, figlio di Massenzio e di Angela Petrone, nacque a Solofra il 9 marzo del 1699, si trasferì a Napoli per gli studi. Qui prese gli ordini sacerdotali. Fu rettore in Sant'Antonio viennese in Napoli, dove visse una vita di penitenza, di generosità e di zelo nel suscitare le vocazioni. Ebbe dal Cardinale Giuseppe Spinelli la nomina di Abate beneficiario di Vietri in Potenza nel 1735.

Morì a Napoli il 16 maggio del 1761 e fu tumulato nella Chiesa di S. Antonio Abate. La tomba recò fino alla ristrutturazione della Chiesa degli anni 1769-1775 la seguente epigrafe: "Sacerdos D. Thaddeus Garzillus Solophrensis Mezzeni F. Nobilissimi parentis natus. In omni virtutum genere educatus. Orationi assiduus. Maceratione carne et ieiunio insignis. Ecclesiae S. Antoni Abbatis Viennensis Partenopes Rector. In audiendis confessionibus tam secularum quam Monialum eiusdem. Civitatis preclaris. Propinquis beneficus. Amicis anzius. Quae iugiter si bene institueris melius intelliges quomodo vivere debebis. Obiit aetatis suae. A. LXX-XVI Kalend. Maii. MDCCLXI.

C. Celano, Notizie del Bello e dell'Antico dela città di Napoli, vol. V, Chiarini, Napoli, p. 532; F. Garzilli, Vite religiose nella famiglia Grazilli, Napoli, 1841, p. 23; A. Giliberti Pantheon solophranum, Avellino, 1886; O. Caputo, Sacerdoti salernitani, Salerno, 1981, pp. 117-118.

 

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Caposolofra

Lorenzo, battargento di 43 anni, marito di Carmina di Fenizia (43 anni). Figlia: Angiola (20 anni). Vivono con lui la sorella vedova (45 anni) e la nipote Lucia (14 anni). Abita in casa dotale. Possiede una selva castagnale Le Mura di Tonno. Impegna nella sua arte 400 ducati.

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Luigi (50 anni) vive del suo con la moglie Maddalena Santoro, il figlio Matteo di 12 anni (studierà legge), con le sorelle Maddalena (60 anni) e Rosa (58 anni). Abita casa propria di molte stanze, cortile e pozzo, possiede due case con giardino , altra casa con cortile, una vigna in località Castello, una selva al Muro di Tonno, un terreno al Greco. Ha pesi a favore della Cappella del Rosario dei padri domenicani e al Monastero di S. Teresa.

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Ciriaco, conciatore di 40 anni, marito di Giovanna Vigilante (35 anni, primo marito Nicolandrea Scarano), figli: Costantino (4 anni), Elisabetta (8 anni), Maria (6 anni), Giuseppe (2 anni). Vivono con lui le sorelle Francesca (50 anni) e Agnese (46 anni). Abita in casa propria con giardino, possiede un terreno arbustato a vite a La Selvetella (con un peso a S. Maria degli Afflitti). Ha in fitto la conceria della moglie a Fontane soprane. È procuratore della Cappella di S. Basilio nella Collegiata.

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Gabriele, negoziante di 43 anni, marito di Giovanna Garzillo (42 anni); figli: Nunziante (6 anni), Michele Angelo (2 anni). Abita appartamento proprio con giardino, usa due case per conceria affittate da Luigi Garzillo. Pesi vari al Beneficio di S. Lorenzo. Impegna nella conceria di cuoio e pelli ducati 100. Possiede un mulo da sella.

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Carmine del fu Antonio, mercante di 60 anni, marito di Dorotea Ronchi (60 anni), figli: Niccolò (sacerdote di 30 anni), Marco (sacerdote 25 anni), Loreto (si applica ai Tribunali in Napoli di 32 anni), Onofrio (mercante di 28 anni), Giuseppe (mercante di 22 anni). Vivono con lui: le sorelle Laura (50 anni), Petronilla (42 anni), Elisabetta (zia di 70 anni). Abita in casa propria di più stanze. Possiede due case per uso conceria con spanditoio e dote necessaria più altri ambienti adibiti allo stesso scopo, un territorio arbustato seminativo con masseria di fabbrica a Le fontane soprane, una selva di castagni e querce. Impegna nella industria e nella mercatura 2100 ducati. Ha vari pesi a favore della Chiesa di S. Croce, del notaio Giovanni Garzillo, di Flaminio Ronchi e Niccolò Landolfi.

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Giuseppe (di Costantino), conciatore di 50 anni, vivono con lui Maddalena Grimaldi (cognata di 46 anni), i nipoti: Costantino (di 15 anni), Margherita (18 anni), Lucia (13 anni), Rosa (11 anni), Caterina (8 anni), Marcantonio (4 anni). Altro nipote Alessio Grassi (negoziante di 29 anni). Abita un sedile di case con giardino, possiede 3 case dotali di Maddalena. Impegna nella conceria con Alessio 100 ducati.

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Niccolò (di Felice) calzolaio di 36 anni, marito di Agnese Donnejaquo (39 anni); figli: Orsola (18 anni), Santa (12 anni), Colomba (7 anni), Isabella (4 anni). Abita un comprensorio su cui c'è un antico reddito feudale, possiede due case locate al canonico Andrea Landolfi, ha locata una casa uso bottega dal Beneficio di S. Francesco, altra casa in affitto.

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Filippo (di Rocco), battargento di 60 anni, vive con Marianna Ronchi nuora di 30 anni e la figlia Grazia (1 anno). Abitazione con cortile e giardino.

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Salvatore, battiloro di 46 anni, marito di Giuditta Giliberti, vive con Maria (nipote di 15 anni, ) e Agata (sorella di 39 anni). Abitazione propria con varie stanze e giardino, possiede un bosco di querce al Muro di Tonno, una selva castagnale a Turci. Impegna nell'industria di battiloro 75 ducati. Ha un peso a favore della Collegiata per antico reddito.

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Giuseppe, lavoratore battargento di 28 anni, marito di Giovanna Olivieri (28 anni); sorelle: Lucia (33 anni), Angiola (24 anni), madre Giuditta Parrella (60 anni), zia Geronima Garzillo (58 anni). Abitazione propria di più stanze, possiede casa uso conceria locata da Gregorio Ronca al Campo, un pezzo di orto al Campo vicino alla conceria. Pesi a favore della Camera feudale, del canonico Gennaro Corona, della prebenda primiceriale della Collegiata.

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Gian Vittorio, lavoratore di conceria di 35 anni, vive con le sorelle: Serafina (34 anni), Agnese (28 anni), Grazia (22 anni). Abita due case proprie. Ha un magazzino per la vendita delle pelli a Potenza insieme al fratello Angelo.

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Giovanni, notaio di 55 anni, vivono con lui i figli: Niccolò di 35 anni (con Laura Corona moglie di 40 anni, Maria figlia di 5 anni), Giuseppe di 30 anni, Francesco aiutante di Curia di 33 anni.. Abitazione palazziata su cui è una rendita feudale. Possiede un terreno arborato alle Fontane soprane, un oliveto a Le Cioppole, un bosco di querce Greco. Pesi alla Chiesa dell'Annunziata e alla Confraternita della Pietà eretta nella Collegiata.

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Natale, lavoratore coiraro di 70 anni, marito di Antonia Petruccio (anni 60); figli: Pasquale (lavoratore coiraro 19 anni), Brigida (16 anni). Abita in casa propria con vani soprani e sottani.

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Michele, maestro battiloro di 76 anni marito di Claudia Federichi (64 anni), figli: Carlo (sacerdote di 36 anni che è stato dotato dal padre di una vigna a Le vene), Francesco (battiloro di 22 anni), Maddalena (di 30 anni, sposerà prima Rutile poi Filippo Guarino). Abita in una casa con varie stanze soprane e sottane e 9 sottani adibiti a bottega, possiede una selva castagnale al Greco, altra selva a Li monaci. Impegna nell'industria sua e altre mercanzie 700 ducati. Maddalena viene dotata sul Monte delle Centenare sito nella Cappella dei Battiloro di Napoli poiché Michele è battiloro napoletano.

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Francesco Antonio sacerdote figlio di Alessio, possiede una casa a S. Lucia e una bottega uso conceria entrambe a S. Lucia.

 

In questo secolo sono recensite le seguenti concerie per le attività del ceppo

 

·         Bottega della Cappella del Monte dei Morti

locata ad Arcangelo Garzilli

sita al Fiume.

·         Bottega di Carmine Garzillo

sita al Fiume.

·         Bottega della Cappella del SS. Sacramento

locata a Felice Garzillo

sita al Fiume.

·         Bottega del Sacerdote Carmine Filippo Garzillo

sita al Fiume.

·         Bottega di Angelantonio Garzillo

sita al Fiume.

·         Magazzini di Tommaso De Vita

per la concia di Ignazio Garzillo

sita ai Volpi.

·         Bottega di Vito Garzilli

locata a Ignazio Garzillo

sita al Toppolo.

·         Casa uso conceria del Monte dei Morti

locata a Costantino Garzillo

site al Toppolo.

·         Bottega dei fratelli Costantino e Carmine Garzilli

sita al Toppolo.

·         Bottega di Massenzio Garzilli

sita in località Casa Garzilli alla Cupa.

Bottega di Giuseppe Guarino e Salvatore Garzillo

sita al Toppolo.

·         Bottega di Giuseppe Garzillo

in fitto a Gregorio Ronca

sita al Campo.

·         Magazzini di Felice Caraviello

per la coiraria di Libero Garzillo

siti al Campo.

·         Bottega di Nicolantonio Garzillo

per l’attività di Tommaso Salerno

sita al Sorbo.

·         Bottega del Sac. Francesco Antonio Garzilli

sita a S. Lucia.

·         Bottega di Gabriello Garzilli

locata a Luigi Garzilli

sita a Caposolofra.

·         Bottega dei fratelli Marco e Carmine Garzilli fu Antonio

sita a Caposolofra.

·         Magazzini di Oscar Grimaldi

per la conceria di Giuseppe Garzilli

sita a Caposolofra.

 

 

XIX

Paolo Garzilli

(1807-1887)

Nato dal conte Francesco e da Maddalena Santamaria, fu sacerdote ammesso nel Clero Palatino di Napoli e prefetto della Biblioteca Brancacciana di Sant’Angelo a Nido che trasformò in centro di studi e ricerche. Pubblicò diverse opere. Fu tenuto in gran conto per la sua cultura e il rigore morale sia negli ambienti napoletani che fuori del Regno. Fu Revisore dei libri provenienti dall’estero, Socio dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, del Reale Istituto di Incoraggiamento e della Reale Accademia delle Scienze. Fu insignito di molte onorificenze. A Solofra fu il patrocinatore del Collegio Canonicale della Collegiata e promotore della istituzione della chiesa di Santa Maria della Pietà, accanto al palazzo di famiglia in via Forna.  

 

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Un rivoluzionario del 1799

Serafino Garzilli, nato a Solofra nel 1772, da Massenzio e Orsola Pandolfelli, studiò a Napoli dove, per i meriti del cugino vescovo Paolo, divenne segretario della Curia Arcivescovile. Mostrò interesse per le idee della Rivoluzione e prese parte a quei fatti. Fu condannato all’esilio a Marsiglia. Nel 1801 ebbe il condono della pena. Dopo i fatti rivoltosi il prelato fece un severo atto di riflessione sul suo comportamento e sugli eventi che lo avevano coinvolto. Era egli portatore non di sentimenti malsani ed eccitati, ma di una seria visione e di opinioni che non erano in opposizione con la legge di Dio né con quella degli uomini. Si rese conto che non c’erano lacune nelle sue idee, anzi queste colmavano le lacune altrui; che queste consistevano nel fatto che non c’erano stati sviluppi più alti e più organici. Non aveva egli mancato contro la legge di Dio, che non vieta all’uomo di darsi un ordinamento piuttosto che un altro, quando siano salve le leggi morali e religiose; che non aveva mancato neanche contro la legge degli uomini, poiché essa è legittima e va rispettata perchè risponde ai generali bisogni ed attua il fine dello Stato, che è quello di un equilibrio collettivo e benessere in tutti i campi, e che invece diventa una fragile forma senza sostanza che va travolta. Tuttavia egli si sentì in colpa di aver turbato la pace dei suoi contemporanei, che per non essere ancora maturi al nuovo respiro, avevano preso dai fatti avvenuti solo quanto di esteriore e di riprovevole vi era stato. Le idee che lo avevano affascinato si sarebbero affermate dopo. Si rammaricava di aver compromesso il fratello Michele che per ascendere al sacerdozio aveva dovuto ottenere il permesso del Re. (AA.VV. Vite religiose nella famiglia Garzilli, Napoli, 1961).

 

Giuseppe nacque a Napoli da Francesco e Maddalena Santamaria nel 1799, morì giovane nel 1832. Fu una figura notevole sia quando perseguì con ogni impegno la vocazione, sia nello svolgimento delle sue attività. Fu Segretario della Commissione di Beneficenza, nominato dallo stesso Sovrano, che lo giudicò persona di probità e sufficienti talenti. Incarico che svolse in modo assolutamente gratuito (ASN, Ministero interni, fasc. 4034). Giuseppe godette del titolo di Conte per assegnazione pontificia. Per Solofra si adoperò presso il Re per il ripristino del Convento dei Cappuccini (1830).

 

Nel 1842 sono proprietari di conceria:

.

Gaetano Garzilli

Pasquale Garzilli e fratelli

Giovanni Battista Garzilli e fratello

 

XX

 

Filippo Garzilli  nacque il 18 marzo del 1911 da Lorenzo e Ernestina Napoli. Studiò al Seminario di Salerno e fu ordinato sacerdote nel 1936 quando fu nominato Mansionario della Collegiata. Nel 1937 fu parroco. Nel 1944 si laureò in Diritto canonico. Nel 1948 fu nominato economo della Collegiata. Dal 1951 al 1980 fu parroco di Bracigliano di S. Severino. 

 

 

 

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