Benedetto XIII

 

(Gravina di Puglia 1649-Roma 1730)

 

Al secolo Pier Francesco Orsini

Frate domenicano col nome di Vincenzo Maria

Crebbe e fu educato a Solofra che considerò la sua seconda patria

Feudatario di Solofra fino al sacerdozio

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Nacque a Gravina di Puglia, feudo della famiglia, da Giovanna della Tolfa e Ferdinando (II di Solofra e III di Gravina) Orsini feudatario di Solofra. Qui crebbe nel Palazzo ducale dove risiedeva la famiglia e dove fu educato dal domenicano solofrano Niccolò Tura. Alla morte del padre divenne feudatario di Solofra (1659). Vi rinunciò a favore del fratello Domenico quando nel 1667 divenne frate domenicano. Nel 1670 divenne cardinale e nel 1675 ebbe da Clemente X la sede arcivescovile di Manfredonia poi di Cesena (1680) ed infine di Benevento dove portò con sé il suo maestro e altri sacerdoti di Solofra (1686). Molte sono le sue opere in questa sede: creò il Monte Frumentario opera di grande valore civile e umanitario. Fu eletto papa nel 1724. Lottò contro i giansenisti confermando la bolla di Clemente XI Unigenitus. Appianò con Vittorio Amedeo di Savoia la controversia sulle immunità e la giurisdizione ecclesiastica. Dichiarò invalide le ordinazioni sacerdotali nella Chiesa anglicana. Ebbe forti opposizioni a Roma a causa della protezione data al cardinale Niccolò Coscia contestato per i suoi abusi politici. 

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Stimolò nella sua seconda patria, come chiamava Solofra, una nuova sensibilità letteraria con l’apertura, nei saloni del suo palazzo solofrano, di un’Accademia di "Amene lettere", che affrontò questioni linguistiche e fece conoscere la poesia italiana, specie quella marinista e dell’Arcadia. 

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Vincenzo Maria Orsini a Solofra

 

Consacrò la Collegiata di San Michele Arcangelo (18 febbraio) la Chiesa di San Domenico  (il 28 gennaio) nel 1685, durante un suo soggiorno.

Donò alla Collegiata preziose suppellettili tra cui l’urna contenente le spoglie di Santa Dorotea.

Nei momenti difficili si interessò delle cose di Solofra, specie quando, sotto il suo pontificato, scoppiò un forte contrasto tra una parte della popolazione solofrana capeggiata dal primicerio Giovan Sabato Juliani e il feudatario, il fratello Domenico, per gli abusi da lui perpetrati a danno delle attività economiche locali.

Il 9 giugno del 1685, durante un altro soggiorno a Solofra, battezzò Filippo Bernualdo, figlio del fratello Domenico e futuro Principe di Solofra.

 

 

 

 

Le feste a Solofra in occasione della nomina dell’Orsini a Papa

Dal giornale di Napoli "Avvisi Pubblici" n. 27 del 4 luglio 1724.

"È stato tale e tanto il giubilo inteso dalla Cittadinanza dello stato di Solofra per la esaltazione al soglio Pontificio del di loro primo natural Padrone, oggi Sommo Pontefice, che per dieci giorni continui quel pubblico sotto la direzione di Filippo Vigilante General Sindico di detto Stato lo manifestò con estraordinaria allegrezza facendo vedere pareggiare la notte col giorno per la quantità ben grande de’ lumi, ed altri fuochi di gioia accesi nelle publiche strade, e nei palagi, in molti dei quali vedevasi esposto il ritratto di S. Santità, e facendo sentire un continuo rimbombo di mortaretti, salve d’archibuggi, e di varie sorti di fuochi artificiali. A simili dimostranze di estremo giubilo corrisposero quel Insigne Capitolo, e tutte le altre chiese e Monasteri, così di Frati, come di Monache, frà quali quelle di S. Chiara e di S. Teresa, col continuo suono delle campane, spari di mortaretto; col rendere publiche grazie a Dio, col solenne canto del Te Deum, per aver prescelto al governo del suo gregge un così Santo e Zelante Pastore; Frà queste comuni allegrezze giunse in detto Stato il Duca di Gravina Nipote della Santità sua, verso il quale corrisponde quel pubblico con nuovi attestati dell’antica devozione, che ha sempre avuta per la Casa Orsini, e per lo odierno Duca di loro Principe, precorrendo sino ad Arcella il suddetto Filippo Vigilante con 50 primari cittadini ben montati a cavallo, e 400 persone al bacio della mano del prelodato Duca da cui furono accolti benignamente".

 

 

 

 

 

La madre di Benedetto XIII divenne suor Maria Battista dello Spirito Santo

Giovanna Frangipane della Tolfa si ritirò nel monastero delle Domenicane di Gravina. Fu educatrice del figlio e amministratrice del patrimonio del marito riuscendo a colmare un debito lasciato dal marito.

Approfondimenti

 

 Pagine dedicate a Giovanna Frangipane della Tolfa

 Benedetto XIII e sua madre Giovanna della Tolfa

 L’arcivescovo Orsini e la sua politica ecclesiastica

 

 

Visita il sito di Gravina di Puglia, la città di Benedetto XIII

 

 

 

Per approfondire: G. B. Vignato, Storia di Benedetto XIII dei frati predicatori, Milano, 1953

 

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